Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (2Cor 5,17-21)
Fratelli, se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove. Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. Era Dio infatti che riconciliava a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. In nome di Cristo, dunque, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.
I tempi nuovi della salvezza promessi dal Padre fin dalle origini e rinnovati nel tempo si sono adempiuti, l’armonia è stata ristabilita non dalla buona volontà dell’uomo, ma da un intervento gratuito da parte di Dio; per usare un’immagine vivace, Dio ha stracciato i libri della contabilità che era tutta in rosso.
Nel verbo incarnato, Dio è diventato visibile ai nostri occhi, la sua incarnazione ha dato inizio alla pienezza dei tempi nuovi. In Cristo veniamo rinnovati e trasformati, in Dio fatto uomo si verifica la nuova creazione, vale a dire «la nascita dell’uomo nuovo». È sublime il fatto che Dio nel suo diletto figlio Gesù ha operato nel mondo la riconciliazione. Tutta l’umanità redenta in Cristo viene santificata.
La chiesa universale, membra del corpo di Cristo, ha una missione consegnata da Dio stesso: con suo figlio diventiamo «ambasciatori di riconciliazione».
È indispensabile però accettare la riconciliazione che Dio ci offre «lasciatevi riconciliare con Dio» (v. 20).
I Corinti andavano dietro a predicatori che allontanavano dal messaggio evangelico di Paolo. Egli allora ricorda che il suo annuncio non viene da lui, ma da Cristo che ha riconciliato il mondo con il Padre.
Paolo, quindi, esorta in modo accorato a riconciliarsi con Dio. La riconciliazione è una conversione che si realizza mediante l’adesione alla parola che viene trasmessa da chi ha avuto la missione di annunciare il Vangelo.
Scegliere la riconciliazione è un atto libero, il figlio di cui parla il Vangelo di questa domenica sceglie di tornare, di riconciliarsi con il padre. L’epilogo è la gioia ritrovata nella bontà infinita del padre che da lontano lo seguiva con il suo sguardo paterno, finché profuse tutto il suo amore al momento dell’abbraccio e della festa organizzata per il suo ritorno.
Possiamo anche leggere un invito rivolto a noi a lasciarci riconciliare con Dio, a tornare pienamente a lui secondo il nostro stato di vita e che niente ci divida dal suo amore.
Meditiamo:
- Cosa sono le cose vecchie che dobbiamo lasciarci alle spalle?
- In quali aspetti della mia vita il Signore è rimasto fuori?
- Cosa dovrei fare per riconciliarmi completamente con Lui e gioire della sua misericordia?
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